venerdì 8 gennaio 2010

4°_Le due aquile.




e vedo mio padre il suo sorriso la sua barba e non serve dire niente che io capisco che è lui e mi posa in sella ad un cavallo accanto al suo e voltandosi verso di me mi dice tieniti forte e io mi stringo forte ai crini del cavallo che si trasformano in piume e ci alziamo il cielo sulle due aquile fino quasi a raggiungere il sole che abbaglia ma non brucia

- Tieniti forte che adesso atterriamo...

- Dove stiamo andando chiedo io?- chiudendo gli occhi per il vento caldo
- Torniamo a casa!

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Intanto i pellicani sono stanchi e volano sinusoidali sotto il nostro peso ma la nave è vicina.

- Ma loro sanno dove abitiamo?
- Non ti preoccupare... hanno il navigatore incorporato

E posando i miei piedi sul legno della nave tutti remano all'unisono e al timone un uomo dai capelli biondi lunghi e occchiali da sole con tre "F" tatuate  sulla spalla che mi guarda e fa le corna gridando rock'n'rollabbestia
Impennandosi a pelo di asfalto e il legno si trasforma in gomma e la nave in una moto e sgommando arriviamo davanti al cancello di casa nostra

- Fico! E ora?
- E ora prendi questo?

E mi dà un ombrello.
Rosso.


- E cosa me ne faccio? Mica sta piovendo?
- Aprilo e coprimi le spalle

Faccio appena in tempo ad aprirlo e piovono pallottole  che non si capisce da dove arrivino ma il telo dell'ombrello è come uno scudo e avanziamo nel selciato fino alla porta di casa, vedo uscire fuori Occhio di Cane e vedo mio padre diventare verde come Hulk e gridare estraendo un fucile a pompa

"Questa è casa mia ed è qui che vivo io"
Arriva di corsa il timoniere e dice 

- Che cazzo di musica di mmerda è questa, Cispioso, cambia Cd!
- No non è lui è il mio cellulare... è il mio cellulare è-il-mio-cel-lu-la-re.....
E così mi sveglio di soprassalto




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