sabato 2 gennaio 2010

> 1° (Tutto cominciò con) L'articolo scomodo di Riccardo Tempestini.





Il telefono che squilla.
Un'occhiata al numero.
Un fisso che non conosco.

- Chi parla?
- Sono Riccardo Tempestini.
- Chi?
- Riccardo Tempestini Giornalista del Tirreno.
- Ah... no  guardi non mi interessa nulla.

Riattacco.

Il telefono squilla di nuovo.
E' il solito numero.

- Le ho detto che...
- Voglio parlare di tuo padre...
- ...

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- Sono un suo amico... tu non puoi ricordarti di me ma io ti ho visto nascere...
- Chi ti ha dato il mio numero?
- Senti davvero... tra pochi giorni è l'anniversario della sua scomparsa... e qui in redazione ci sembrava giusto fare un articolo... fare un'intervista a te che hai appena fatto diciotto anni...
- Ma lei cosa vuole come si permette?
- Ti ho detto che sono-un-suo-amico... vuoi forse lasciare che sia uno della Nazione a scriverne? O preferisci parlarne a un amico di un giornale amico come il Tirreno che sa cosa scrivere e cosa non scrivere? Fidati davvero. Poi mi ringrazierai. Conosco la vostra... ehm situazione, tua e di tua madre e ti ripeto, se ti chiamo è per farti un favore. Ti ripeto sono un amico del babbo.
- Va bene...
- Sai dove è la nostra redazione?
- Di fronte al Castello dell'Imperatore...
- Bravo, vediamoci lì alle 15.30 d'accordo?
- D'accordo.

Riattacca.
E io rimango come un ebete con il mio I-phone all'orecchio.
Mi chiedo perchè abbia accettato di parlare con un giornalista che, a distanza di tutti questi anni, vuol ri-mettere il becco nella storia di mio padre.

- Ehy Tele-Coma... facci sentire un po' che suoneria hai?

Sgommata si avvicina con i soliti scagnozzi Bacchio e Sborra.
Sono nei guai.

- Ehy ragazzi lasciatemi stare...
- Ti abbiamo fatto una domanda...
- ... i Dari...
- Che canzone?
- Cosa importa...
- Dobbiamo decidere se pestarti o meno... e lo decidiamo in base al titolo della canzone.

Come al solito parla sempre e solo Sgommata.
Guardo attorno a me, la gente che sfila via, verso gli scooter o la fermata del bus, chi si incammina a piedi.
Tiro il fiato.

- ...Casa casa mia...
- PESTIAMOLO!!!

Grida euforico Sborra.

- No ragazzi dai... la cambio subito giuro che la cambio e metto...


- Decidi te o il motorino?

Abbasso la testa.

- ...me...

Mentre il pugno di Sgommata mi colpisce alla bocca dello stomaco piegandomi in due dal dolore e Sborra ne approfitta per sfilarmi le Nike dai piedi e Bacchio getta a terra il mio scooter, osservo le scritte Cinesi apesi e mi rendo conto solo adesso che sono a terra dell'errore ortografico sul muro.
E capisco perchè ho accettato di vedere il giornalista.
Perchè ha detto quella parola.
Sono.

(to be continued)

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