venerdì 12 novembre 2010

L'odissea di Lin (e il quaderno di Franceschino) (75 puntata)

Alex Garbage parcheggia in S. Francesco la sua moto a molle salterine e controvoglia si dirige  verso il palazzo del Comune dove, in fretta e furia è stata convocata  l'ennesima conferenza stampa dell'ineffabile  assessor Filone.
Il fax recita "oggetto a sopresa" e in calce di annuncia la possibilità della presenza del sindaco Versi, Safari in Kenya permettendo.
In redazione del Tirreno è stato tirato a sorte lo sciagurato che dovrà sorbirsi quella che ha tutta l'idea di essere l'ennesima puttanata filoniana, come tesimonia la processione di elicotteri militari che, senza il benchè minimo motivo, sciamano dalla mattinata sopra i cieli di Prato, con buona pace di ecologisti e contribuenti.
Intanto si puntano soldi in scommesse gli estremi sono  "fermo a povero diavolo cinese" dato 2 a 1, mentre, "arresto di potente camorrista" 50 a 1, "arresto di imprenditore pratese che ha affittato a povero diavolo cinese una bettola a prezzo di un monolocale a Montecarlo" 150 a 1
Garbage ha preso lo stecchino più corto e adesso serve a poco lamentarsi.  "E' uno sporco lavoro e qualcuno lo deve fare" si ripete dentro il casco a scodella, ma quando in cielo si vide passare il Cessna giallo con lo striscione "Filone ci protegge, minchia!" inizia a temere il peggio. 
Quando davanti alla statuta di Datini vede la filarmonica schierata intonare prima l'inno di Mameli, poi la marcetta di Rocky Balboa - quella che suona nel film quando si allena correndo come un imbecille insieme ai bambini per le strade di Philadelphia fino a raggiungere la scalinata con la sua statua-  il dubbio diventa certezza.
Ed eccolo lì che arriva, Filone, vestito come un pugile, scortato da una mezza dozzina di agenti digos pagati dai contribuenti, con l'accapatoio da pugile. Impugna il microfono e grida CITTADINI davanti quattro stronzi che, in pratese stretti rispondono "MINCHIA" salutando romanamente il loro capo.
Pieno di adrenalina Filone finalmente annuncia l'eroica impresa per rendere Prato più libera e sicura, un nuovo capitolo nella saga dell'operazione "Spezzeremo le reni alla Grecia".
Nello stesso tempo in una scuola elementare nella periferia di Prato...


La maestra dalla penna rossa ha appena smesso di scrivere alla lavagna sulla quale ha spiegato alla classe la divisione, e si rivolge gli alunni per vedere se hanno capito. Guarda Lin seduta al suo banco con la faccia triste. E' sempre la pià attenta delle bambine ma stavolta non ha nemmeno aperto il quaderno. La maestra la guarda e chiede cosa le sia successo perchè non stia seguendo come gli altri la lezione. Lin risponde con una smorfia e la maestra si insospettisce. Perchè non è da Lin mancarle di rispetto. E se si comporta così significa che è successo qualcosa di strano. Si avvicina al suo banco ma Lin non si scompone, continua a guardar fisso davanti a sè. 

- Lin ma non hai portato lo zaino stamani?
- Non potevo
- Che vuol dire non potevo?
- Il mio zaino non c'è più. 
- ...
- Me lo hanno portato via gli uomini cattivi. Mi hanno portato via lo zaino e il babbo.

Un boato di risate.

- Come sarebbe a dire? Mi stai forse prendendo in giro?
- Sono venuti in casa stanotte. Hanno sequestrato le macchine e hanno portato via tutto. Babbo e zaino compresi.
- Ma... tua madre... 
- Non ha potuto far niente. Sono entrati che non era ancora giorno.
- E non avete chiamato la Polizia?
- Loro erano la Polizia.
Il compagno di banco lo guarda e senza dire niente prende il suo quaderno e strappa la pagina di mezzo. Poi va dall'altro vicino di banco e fa la stessa cosa. 
- Ehy ma cosa fai sei impazzito...

Ma Franceschino non ascolta la maestra, va dallo stesso compagno e fa lo stesso, fino a che tutti i bambini e le bambine capiscono il senso di quel gesto. E prima che Franceschino faccia nulla ai loro quaderni fanno trovare sul banco le pagine del mezzo.  Poi torna verso il suo posto cerca nell'astuccio e trova una piccola spillatrice. Fa due click.

- ...questo è per te Lin. Maestra andiamo andiamo a ritrovare il babbo Lin?

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