mercoledì 8 dicembre 2010

Come Kim Il Sung (78 puntata)


Luogo della scena : uno scantinato non ben identificato.
In controluce su una sedia con le spalle legate allo schienale e completamente nudo - tranne che per la folta pelliccia di peli autoctoni che da soli determinano il 30% del peso del corpo (il 70% dei quali compresi tra collo, spalle e scapole- siede ALESSIO NINCHERI appena risvegliato dalla secchiata d'acqua diacca scaraventatagli addosso da SS. 

(N.d.A. SS per chi lo avesse già rimosso è il galoppino/fidanzato di NANA' che dopo averlo rapito tenta di torturarlo per metterlo a tacere, quello che parla ssssssssssibilando con uno spiccato accento apuano.)

Partecipano all'azione:
OCCHIO DI CANE: affila le lame delle sciabole con ampi gesti teatrali e ghigno da testa di cazzo.  Impreca per il fatto che si stia perdendo tempo, smanioso di tagliare una nuova testa. 
NANA': seduta su una poltrona di simil pelle umana, con le scale per raggiungerla, con una mano tiene uno specchio nel quale è stata incollata di nascosto una foto  di Charlize Theron, con l'altra una padella nella quale frigge aria fritta secondo la tecnica giapponese della tempura.  Si intuisce essere il suo passatempo preferito.

Incattivita dalla strenua resistenza del prigioniero che, nonostante le terribili torture fisiche e psicologiche cui è sottoposto, sembra non volersi piegare e non risponde cazzo, non risponde alle domande su di lui.
IL GRECO.

Ogni volta che viene nominato IL GRECO parte in sottofondo una musica stile Ennio Morricone e le luci par in controluce passano da 70 a 100%.

In quel momento squilla il cellulare, inquadrato da uno speciale con sagomatore ETC anche se "squillare" non è proprio il termine esatto. Più corretto è dire che improvvisamente il cellulare di NANA' inizia a lievitare nella stanza,  fino a raggiungere il trono di potere accompagnato da una musica celestiale di cherubini e da un'aurea dorata di santità.

Tutti i presenti si paralizzano, SS smette di solleticare la pianta del piede di ALESSIO NINCHERI, OCCHIO DI CANE di affilare le lame e - rivolgendosi verso NANA' - commenta

- E' lui. L'Altissimo. Purissimo. Levissimo: BIANCOPAOLI.
NANA' si getta in ginocchio con fare teatrale manieristico e con la testa chinata risponde. con voce tremante e melodrammatica. 

Si spegnono i controluce e il piazzato. Speciale ad occhio di bue con sagomatore Etc di NANA' prostrata a terra. Buio.

Voce narrante: 

Meglio di Andreotti e Fidel Castro, cinico come il peggior Cossiga, da decenni ormai spandeva il suo potere sulla città di Prato. 
Potevano cambiare i sindaci, le giunte, i cda, le maggioranze,  poteva anche succedere che dopo sessanta anni nella città laniera vincesse la destra e andassero al potere gente come Versi o Filone, cazzo, poteva succedere di tutto anche che piovessero rane  in Calvana, o che le cavallette invadessero le cascine di Tavola e che nel Bisenzio arrivassero  salmoni dalla Norvegia, che i Pistoiesi imparassero a guidare e i cinesi smettessero di friggere
Ma una sola cosa rimaneva sempre uguale, immutaile, inscalfibile. 
Biancopaoli, presidente (a vita) della Nuovaeuropa.
Come un dogma.
Come Kim il Sung. 
E come il dittatore Coreano si adoprava nel conseguimento del suo obiettivo: quello di campare senza una giornata di lavoro. Garantendosi nella suaa presidenza e nei cda nei quali sedeva, annientando il dissenso interno alla sua associazione e preparando come il leader coreano, la continuazione della specie, preparando la successione - post mortem - alla sua progenie. Come un virus che si autorigenera. 
Questo era Biancopaoli.

Cambio di scena:
Interno di un ufficio. Un uomo siede dietro la scrivania. Dietro le spalle sul muro un poster raffigurante il Quarto Stato. Una bandiera con il volto di Berlinguer - modello Che Guevara sfondo rosso lineamenti neri. Controlla uno stampato dicendo a voce alta per il pubblico "vediamo un po' cosa si è inventato per me Tremonti" mentre da un armadio si sente la voce di un uomo - dall'accento africano -che batte i pugni contro le ante "taci nero non devi uscire lo sai!"
Seduto alla sua scrivania con un maglioncino rosso a collo alto, l'uomo, vicino ai sessanta , con i capelli solo al lato della testa, gli occhi strabuzzati posati sopra borse oculari e naso a uncino con voce solenne declama al telefono

- Sei prostrata verso di me?
- Lo sono Altissimo.
- Bene... Allora dimmi, a  che punto siamo Nanà?
- Stiamo procendendo ma il prigioniero non collabora. Ma non è colpa mia non è colpa mia non è colpa mia non è colpa mia non è colpa mia non è colpa mia...
- Sai che io mi aspetto molto da te vero?
-  Sì ma non è colpa mia non è colpa mia non è colpa mia non è colpa mia...
- Il Greco non deve tornare. Fa che questo non avvenga e in verità in verità ti dico, prima che il gallo canti tre volte, il mio spirito scenderà su di te e presto siederai alla mia destra in Paradis-ehm pardona qui alla Nuovaeuropa.
- E' da anni che aspetto umilmente questo momento... io Nanà seduta alla destra dell'Altiussimo.
- E allora non lo sprecare. Già troppi prigionieri sono evasi e io sono molto molto deluso.
- Non è colpa mia non è colpa mia non è colpa mia non è colpa mia (a ripetizione)
- Non cercare scuse, Devi dustruggere il Greco, impedire il suo ritorno ed acquisire tutte le sue proprietà...
- Sarà fatto lo giuro. Non è stata colpa mia.
- E dopo penseremo anche a Ivanhoe e Giovanna la Buona...

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