sabato 3 aprile 2010

Una città in mano ai fasci (27 puntata)

I più contenti dell'omicidio erano il sindaco e la giunta. A corto di idee e di programmi per combattere la crisi, la notizia di una seconda sparatoria in città, stavolta con morto, era un toccasana per le sorti della compagnine politica del centro destra che cavalcò, con il suo solito fare populista l'onda.
Il sindaco dichiarò che avrebbe portato i città altri cento militari di pattuglia,  un carro armato cingolato avrebbe presidiato piazza del Comune, sotto la statuta di Francesco Datini,  ed elicotteri avrebbero pattugliato dall'alto la Calvana e le Cascine di Tavola.
Al Tirreno invece il più preoccupato era Riccardo Tempestini che cercava di mettersi in contatto con Occhi Belli che però non dava segnali. Da parte sua la Polizia aveva raccolto la testimonianza di Loredana, che raccontava di aver visto uscire dalla camera un uomo alto, biondo, bellissimo con addosso un loden fuori stagione. La testimonianza era corroborata dalla immagine delle telecamere interne alla portineria, ma non potendo vedere in faccia il killer, vennero arrestati subito, sulla fiducia, un romeno che passava di lì, un clochard che era solito dormire sulle panchine all'entrata e un cinese ubriaco colto da una pattuglia pisciare dietro un'ambulanza del Pronto Soccorso.

- Siamo in una città in mano ai fasci....

Commentò Il Detective Morucci, parlando con l'infermierina sexy e il redivivo Leandro.


- Ma qui la posta in gioco è molto alta...

Adesso nella sua mente era tutto chiaro, tutto era cominciato dopo il suo incontro con Berta e ciò non poteva essere casuale... Il figlio aveva ragione. L'omicidio dello sciagurato Simone Da Vinci (questo era il nome del paziente ucciso) aveva a che fare con le sorti del Greco e questo voleva dire solo una cosa: il Greco era veramente ancora vivo. Quelle erano state le ultime parole del folle defunto. 
Così prese il cellulare e chiamò al Metastasio.

-Pronto parlo con il Maestro Casale?
-Sì e io parlo con un cornuto... Cosa vuoi?
- Senta Maestro dica che non ce la faccio a venire  lavoro... sono bloccato dal colpo della strega...
- Vagabondo...
-...baciamo le mani maestro.

E riattaccò. 
Chiese a Loredana dove fosse l'infermiere pelato, ma rispose che non era di turno.

- Ma guarda un po' che coincidenza eh... adesso scometto prenderà anche qualche giorno di ferie... Suvvia non perdiamo ulteriore tempo... 
- Dove vai?
- Dove mi porta la tua descrizione... alla Biblioteca Comunale alla ex Campolmi.
- Devi prendere un libro in prestito?
- No devo parlate con un uomo alto, biondo e bellissimo che indossa sempre il loden.

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